Cristina Trivulzio di Belgiojoso, patriota e giornalista

20083111514501cristina1Qualche cenno biografico: Cristina Trivulzio nasce il 28 giugno del 1808 a Milano, primogenita della contessa Vittoria Gherardini Trivulzio e del conte Gerolamo Trivulzio, che muore prematuramente nel 1812. Cristina cresce con la madre e il suo secondo marito, il marchese Alessandro Visconti D’Aragona. In giovane età, nella primavera del 1824, sposa il principe Emilio Barbiano di Belgiojoso d’Este, dal quale si separa dopo solo quattro anni di matrimonio.
Nel 1828 hanno inizio i viaggi che saranno una costante della sua vita: inizialmente risiede a Genova,  poi Roma, Napoli, Firenze, e ancora Genova e Ginevra. In Svizzera ha pubblicamente inizio, per le autorità austriache, l‘attività politica che ne farà una fervente patriota e baluardo della causa dell’indipendenza italiana. Nel 1830 viene emesso un ordine di cattura nei suoi confronti, che la principessa riesce a evitare fuggendo nel sud della Francia, dove partecipa all’organizzazione della spedizione di un corpo volontario in Savoia.
In seguito al fallimento dei moti del 1831 si trasferisce a Parigi, dove conduce una vita precaria a causa del blocco dei beni che gli austriaci le hanno imposto da Milano; per guadagnarsi da vivere, tra varie occupazioni comincia a scrivere e a tradurre articoli dall’italiano per la rivista Constitutionel.
Durante il soggiorno parigino, dopo aver ripreso possesso dei suoi beni nel 1834, dà vita a un animato salotto; nel 1838 nasce la figlia Maria e, nel 1840, migliorati i rapporti con le autorità austriache, fa ritorno in patria. Qui si dedica alle opere benefiche, fondando un orfanotrofio, un asilo e una scuola per i figli dei contadini a Locate Triulzi, località dove risiede.
L’attività intellettuale e giornalistica della Belgiojoso continua in questi anni: oltre alla pubblicazione, nel 1842, dell‘Essai sur  la formation du dogme catholique, nel 1845 inizia a finanziare e a collaborare alla rivista Gazzetta Italiana. Fondata a Parigi da Marino Falconi, la testata passa presto a  essere diretta dalla stessa Belgiojoso, che la trasforma in una nuova, l’Ausonio, sempre stampata nella capitale francese. L’esistenza dell’Ausonio è di soli tre anni, dal 1846 al 1848; tra le sue pagine trova spazio la letteratura, l’informazione scientifica e bibliografica, ma soprattutto un’acuta analisi della situazione italiana stesa dalla Belgiojoso, che si dedica anche alla parte della testata dedicata alla storia contemporanea. Numerosi sono i contributi di personaggi eccellenti: Alessandro Manzoni, Cesare Balbo, Massimo d’Azeglio… solo per citarne alcuni.
Conclusasi la parentesi parigina della rivista, la principessa si reca a Napoli per continuarne la pubblicazione in una nuova veste: del Nazionale, però, viene pubblicato un solo numero.
Mentre si trova nella capitale partenopea viene a conoscenza dell’insurrezione milanese, e fa ritorno nella città natale sul Virgilio, una nave che trasporta 160 volontari napoletani pronti a combattere a fianco dei rivoltosi. Una volta a Milano, dirige per soli quattro mesi (aprile- luglio 1848) il Crociato, considerato un supplemento dell’Ausonio, e nell’agosto dello stesso anno si reca nuovamente a Parigi. Tra il settembre del 1848 e il gennaio del 1849 viene pubblicato sulla testata francese Revue des Deux Mondes, diviso in parti, l’articolo Italie et la Révolution Italienne de 1848.
Dopo una breve parentesi parigina, la Belgiojoso si trasferisce prima a Firenze, poi a Roma; qui, durante l’assedio francese, dirige il lavoro delle ambulanze militari che soccorrono i feriti.
In seguito all’entrata dei francesi in città, decide di andare in esilio, ma questa volta alla capitale francese preferisce un lungo viaggio in Oriente in compagnia delle figlia; tra il 1850 e il 1853 visita l’Asia, e fa ritorno a Parigi nel 1855, due anni dopo essere scampata a un tentato omicidio perpetrato da un domestico in Turchia, al quale era sopravvissuta per miracolo. In questi anni vengono pubblicati in Francia, sulla rivista Le National, i Souvenirs dans l’Exile (1850), riflessioni della principessa sull’esperienza romana, e una serie di articoli sui viaggi in Asia  sulla Revue des Deux Mondes. Nel 1856 rientra in Italia, e si stabilisce definitivamente a Locate.
L’attività giornalistica del periodo si concretizza in una serie di collaborazioni: alla rivista francese pubblicata in Italia, l’Italie (fonte non reperibile), alla Perseveranza (1860) e alla Nuova Antologia (1866 e 1868); inoltre pubblica nel 1860 una Histoire de la Maison de Savoie, nel 1868 le Osservazioni sullo stato attuale dell’Italia e sul suo avvenire e nel 1869 l’ultimo saggio, Sulla moderna politica internazionale. Muore nel luglio del 1871 e viene sepolta nel cimitero di Locate.

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